lunedì 2 maggio 2011

E i prezzi vanno su...

Si apprende in questi giorni che l'inflazione tendenziale annua a Napoli ha raggiunto il 2,7 %, complici soprattutto gli aumenti di trasporti, gasolio da riscaldamento ed elettricità. Nella settimana di Pasqua il pane è rincarato di 30/45 centesimi di euro al chilo.

Sono anni ormai che i prezzi vanno su e gli stipendi e i salari restano al palo. L'istituzione della figura del Garante per la sorveglianza dei prezzi, ribattezzato giornalisticamente Mister prezzi, con la Finanziaria del 2008 si è mostrata, visto appunto l'aumento continuo dei prezzi, la solita boutade propagandistica del Governo Berlusconi.

Sicuramente la questione è molto complessa e travalica la dimensione politica e territoriale di un Comune. Tuttavia poiché la normativa attribuisce a questo ente la vigilanza sull’applicazione di provvedimenti che regolamentano i prezzi al consumo (d.lgs. 1992, n. 78), credo che, anche su questo terreno, l'azione del Sindaco e della Giunta debba essere incisiva e determinante, al fine di garantire soprattutto alle fasce di cittadinanza a più basso reddito l'accesso a beni e servizi necessari per condurre una vita dignitosa.

sabato 30 aprile 2011

Cene à la page e aggressioni neonaziste

Organizzare una cena elettorale con uno tra i migliori chef d'Italia, Vissani, per partecipare alla quale si prevede di far par pagare 300 euro a persona, nel paese dove lavoratori ed operai non arrivano a fine mese, degustando pietanze raffinate quali il branzino marinato con paté di fagiolini, non è di per sé grande scandalo, in un contesto nel quale ci si è abituati a vedere i politici predicare bene e razzolare male. Ed è appunto quanto immancabilmente ha fatto il candidato a sindaco Mario Morcone che la sera del 28 aprile si è amabilmente intrattenuto al ristorante Le Arcate di Posillipo con i suoi ospiti di riguardo, dirigenti, parlamentari, assessori uscenti del PD e di Sel, professionisti, imprenditori, Bassolino e consorte.

Per una casuale successione di avvenimenti l'indomani, il 29 aprile, un gruppo di neofascisti aggredisce alcuni studenti della Facoltà di Lettere a colpi di coltello. pare che uno degli aggressori sia legato a Casa Pound e candidato nelle liste di Lettieri alla III municipalità. Successivamente quest'ultimo, in giro per la campagna elettorale, viene contestato verbalmente da giovani attivisti di sinistra nel centro storico.

Tutto questo nella città delle Quattro Giornate, a pochi giorni dalla celebrazione del 25 aprile, manifestazione disertata, come efficacemente sottolineato da de Magistris, dalle principali autorità.

Il 10 maggio del 1996, nel suo discorso di insediamento quale Presidente della Camera dei Deputati, Luciano Violante così si esprimeva: "occorre sforzarsi di capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per i quali migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto, si schierarono dalla parte di Salò e non dalla parte dei diritti e delle libertà".

Nello spazio così aperto dal PD e dalla sua opera di riconciliazione col fascismo si sono inserite, negli anni successivi, le spinte alla riorganizzazione politica dei fascisti e dei neonazisti nel nostro paese. 

Ma forse gli amici di Violante, Morcone e il suo sponsor Bassolino, intenti a digerire le prelibatezze culinarie gustate la sera precedente, di quanto accaduto in città non si sono accorti. O meglio hanno preferito, col classico bon ton tra politicanti, solidarizzare con Lettieri. 

C'è bisogno di ricostruire Napoli! Sgombrandola, però,  prima da queste macerie e miserie umane e politiche!

venerdì 29 aprile 2011

Bagnoli e non solo...

Man mano che questa strana campagna elettorale va avanti appaiono sempre più chiari gli interessi economici in ballo nel progetto complessivo di ridisegno e ristrutturazione della città. Cronisti coscienziosi e senza peli sulla lingua ormai da giorni non esitano a parlare di partito trasversale della cementificazione, con evidente riferimento alla questione ormai spinosa del Piano regolatore Generale e delle sue famigerate varianti.
Bagnoli sembra essere uno degli oggetti privilegiati di questo patto scellerato, con due obiettivi dichiarati: ridimensionare drasticamente il parco pubblico di 120 ettari previsto, dei quali ben 36 previsti per attività sportive; dichiarare edificabile l'area dell'ex Cementir.

In una delle sue ultime dichiarazioni sull'argomento il candidato Lettieri addirittura ipotizza il dimezzamento del parco e la realizzazione di un campo di golf sula metà resa così disponibile. Si è polemizzato sulla scopiazzatura fatta da Lettieri dal programma del sindaco di Firenze Renzi. Almeno su questa idea del campo di golf bisogna ammettere che forse il Lettieri, o il suo spin doctor, si sia ispirato più alla scena del film Il camorrista dove un Cutolo latitante, discutendo con politici democristiani, ascolta l'incredibile proposta di farlo sul Vesuvio un campo di golf.
Sia quel  che sia, nel prossimo Consiglio Comunale si avrà a che fare con questo. E ci sarà bisogno di opporsi a queste logiche. Chiunque vinca.

martedì 26 aprile 2011

Le mani sulle città. Da Bagnoli a Pozzuoli.

Con grande forza Luigi de Magistris denuncia nella sua campagna elettorale il trasversalismo degli interessi in ballo in questa campagna elettorale, evidenziando l'esistenza di una sorta di "patto del mattone" che vede cordate di imprenditori, consulenti, architetti, società, interessati a mettere le mani su intere aree della città. Da Napoli Est a Bagnoli, passando per il centro storico di Napoli. Una modalità simile riguarda il progetto del cosiddetto waterfront a Pozzuoli, contro il quale, per le modalità con le quali si intenderebbe realizzare, si esprime con nettezza il candidato a sindaco della Federazione della Sinistra Emanuele Zanni nel  programma.

Propongo un'iniziativa elettorale con i due candidati a sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e Pozzuoli, Emanuele Zanni, da tenersi simbolicamente in un luogo al confine tra Bagnoli e Pozzuoli, nella quale si discuta di questi temi e si stringa un patto tra i due eventuali sindaci affinché qualsiasi progetto di ristrutturazione urbanistica delle due aree metta al centro progetti di sviluppo produttivo ecocompatibili, di restituzione alla cittadinanza di spazi di socializzazione e di svago, di realizzazione di contesti urbani a misura di uomo.  

Le municipalità: la necessità di riformare la riforma!

"Mensilmente una singola municipalità costa alla collettività circa 41mila euro - 3mila al presidente, 8mila per vicepresidente ed assessori e 30mila per i consiglieri. Le dieci municipalità costano dunque 410mila euro mensili e quasi 5milioni di euro all’anno, a parte i rimborsi ai datori di lavori per i consiglieri dipendenti". Così si leggeva nel 2006 sul portale www.lavocedifiore.org a proposito dei costi che la riforma sul decentramento amministrativo del Comune di Napoli ha comportato. Se a ciò si aggiunge che la riforma ha visto la creazione di queste entità, le Municipalità appunto, nella pratica prive di mezzi e risorse finanziarie adeguate allo svolgimento dei compiti per le quali, sulla carta, erano state create, il quadro che ne vien fuori è abbastanza sconfortante.



Ritengo che la prossima Giunta, guidata come auspichiamo da Luigi de Magistris, debba farsi carico di una seria riforma amministrativa delle Municipalità, trasformandole da ricettacolo di personaggi da sottobosco governativo in strumento di governo del territorio, capace di affrontare e risolvere i problemi dei cittadini e delle cittadine, grazie alla maggiore prossimità territoriale. In tal senso esse dovranno essere dotate di budget più adeguati, magari risparmiando sugli stipendi di presidenti, vicepresidenti, assessori e consiglieri. E non mi si risponda con la solita tiritera sulla pericolosità dell'antipolitica. Qui si parla di politica. Certo, di quella intesa come strumento per risolvere i problemi della cittadinanza!

venerdì 22 aprile 2011

Intitoliamo una stazione della metropolitana ai caduti sul lavoro

Il Governo Berlusconi e la sua maggioranza hanno, come è noto, stravolto il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, rendendolo nei fatti molto meno efficace e molto più flessibile e compatibile con le esigenze dei padroni.

La Campania nel 2010 è stata la terza regione del paese per morti sul lavoro, stando all'ultima indagine condotta dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering, registrando 44 vittime. 

Questo problema va affrontato e risolto a livello nazionale, allorquando sarà possibile, con la caduta del Governo, creare le condizioni per ripristinare lo spirito della legislazione sulla sicurezza che gli sponsor romani di Lettieri hanno stravisato.

Tuttavia piccoli gesti possono iniziare a ridare dignità alle centinaia di operai e operaie, lavoratori e lavoratrici che, ogni anno, perdono la vita lavorando. In questo senso avanzo la proposta che il Comune si faccia promotore dell'intitolazione ai caduti del lavoro di una stazione della metropolitana collinare. Per esempio quella di Montedonzelli, situata esattamente al centro della tratta Dante-Scampia, affinché ogni giorno, anche attraverso l'annuncio che nei vagoni si dà della "prossima fermata", ci si ricordi del contributo che i lavoratori danno, anche fino all'estremo sacrificio, al benessere collettivo. Ma sì, cominciamo a fare cose di sinistra a Napoli!

Napoli capitale dell'amicizia e della pace tra i popoli del Mediterraneo

Le rivolte della sponda sud del Mediterraneo hanno drammaticamente messo al centro dell'attenzione la questione delle relazioni in questa importante area geopolitica. La gestione delle notizie sugli avvenimenti di questi mesi ha, come sempre, fornito un quadro del contesto funzionale alle operazioni diplomatiche, e militari come nel caso della Libia, che l'Occidente capitalistico sta conducendo in quei paesi. Si ridisegna l'assetto di un'area vitale per gli interessi occidentali, sia dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico, sia dell'interscambio commerciale e degli investimenti. In ciò vi è il bisogno di ridefinire le gerarchie tra paesi. Emblematico il caso della Libia e lo scontro tra Italia e Francia.

In questo contesto c'è bisogno di sconfiggere la logica che domina l'atteggiamento delle istituzioni statali europee, dei partiti politici, delle singole personalità di governo, tutto proteso a mascherare e giustificare interventi che hanno il solo obiettivo di piegare stati sovrani alle proprie mire neocoloniali.
Propongo, quindi, che Napoli si candidi al ruolo di capitale del dialogo tra i popoli del Mediterraneo, promuovendo la cultura della pace e della solidarietà tra essi, ripudiando la violenza e l'aggressione come metodo di relazione. L'istituzione di una "Casa dei Popoli del Mediterraneo" può essere una efficace iniziativa che il Comune di Napoli può adottare. Un centro propulsore di dibattito politico e culturale nel quale sperimentare dialogo, promuovere la reciproca conoscenza, consolidare rapporti. 
Il candidato a sindaco Luigi de Magistris si faccia sostenitore di questa mia proposta e, insieme, cominciamo a propagandarla quale uno dei punti qualificanti della campagna elettorale.

lunedì 18 aprile 2011

Uscire dal labirinto e costruire il cambiamento

La terza città d'Italia, settimo paese industrializzato del mondo, va al rinnovo dei suoi organi amministrativi, il Consiglio Comunale e quelli delle municipalità. Lo fa in un clima pesante. I problemi della città sono sotto gli occhi di ciascuno e si sono negli ultimi anni, se possibile, ancor più acutizzati. 

I livelli di vivibilità sono ormai bassissimi. La mancanza di lavoro di strati consistenti di popolazione, l'inquinamento, i servizi di trasporto locale sempre più scadenti, a fronte dei recentissimi aumenti delle tariffe, le politiche sociali ridotte al lumicino, un'offerta culturale e di svago pressoché inesistente, eccezion fatta per una reclamizzata movida che si riduce a spaccio massivo di alcol tra i giovanissimi, un centro storico che cade a pezzi, anziani lasciati a se stessi e privi di qualsiasi luogo qualificato di aggregazione. E, sopra tutto, 'a munnezza! Ma come si intuisce l'elenco potrebbe continuare. 

Il dibattito che caratterizza questa campagna elettorale sembra essere improntato sul tema della discontinuità. De Magistris afferma che c'è necessità di rompere sia col bassolinismo, sia col cosentinismo. Mi sembra però, che al di là del politicismo del tema, si tratti di intravvedere, e poi di percorrere concretamente, una strada che faccia uscire la città e i suoi cittadini e cittadine dal pantano materiale e spirituale nel quale langue. Provvedimenti concreti, atti amministrativi, soluzioni politiche, proposte culturali, che restituiscano dignità e vivibilità a Napoli e a chi in essa ci vive. Ecco ciò di cui ha un disperato bisogno. 
Per far ciò è necessario che la politica torni a giocare il suo ruolo. Mi sembra abbastanza indicativo che i tre principali candidati a sindaco non provengano dal mondo della politica, almeno di quella classicamente intesa. In questa città la politica sembra essersi ritirata, fatte le dovute eccezioni.

Rimettere al centro la politica significa per me essenzialmente due cose: 1) innescare processi attraverso i quali si determini un meccanismo di controllo democratico e dal basso sulle scelte da operare; 2) elaborare soluzioni ai problemi che vadano nella direzione degli interessi delle classi popolari della città.

Questo è lo spirito con il quale ho accettato la sollecitazione a candidarmi, partendo da una situazione di scarsa dimestichezza con i meccanismi elettorali e con gli schemi machiavellici di una certa politica. Avendo però l'entusiasmo che da sempre mi caratterizza quando si tratta di mettersi in gioco, di sperimentare, di favorire un cambiamento. Poiché di questo si tratta: di costruire per davvero il cambiamento, non però quello per anni sbandierato e mai realizzato. 

Lo faccio un po' in solitaria, benché ovviamente supportato e sostenuto dai compagni della Federazione della Sinistra e in quanto tesserato del Partito della Rifondazione Comunista, e con l'intento di verificare intorno a me, con compagni, amici, colleghi di lavoro, familiari, conoscenti, la possibilità di costruire un percorso che vada oltre le elezioni e che guardi a un rinnovato impegno politico come alla modalità consapevole, progettuale, ma anche gioiosa ed entusiastica, di riprenderci, insieme, la nostra città. 

In solitaria come candidato, poiché il meccanismo delle elezioni lo impone, ma insieme a tanti e tante, come spero sia, poiché, come dice Erri De Luca, "in ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si chiude".